Tensioni sopravvento

scritto da Ninfa_orobica
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Ne era passato di tempo, ma, finalmente, ecco qualche spunto
- Nota dell'autore Ninfa_orobica

Testo: Tensioni sopravvento
di Ninfa_orobica

L'acqua cristallina della piscina rifletteva in superficie l'inizio di una giornata come tante altre, una giornata che, nel suo splendore nordafricano, si traduceva nei riflessi abbaglianti di uno specchio d'acqua perfetto, antropico.
Marco stava trafficando con la sua attrezzatura subacquea da almeno dieci minuti buoni. L'espressione accigliata scrutava la superficie come se fosse la copertina di un libro di filosofia teoretica: l'addestramento che lo attendeva avrebbe richiesto preparazione e nervi saldi. Quella mattina si sentiva particolarmente in forma, ma sapeva che mai nessuna emozione era veramente sotto controllo prima di ogni sessione di allenamento a cui era stato sottoposto. E non vedeva il motivo per cui quella mattina il suo modo di rielaborare le emozioni doveva essere diverso dal solito. Un groppo alla gola gli suscitava un conato di vomito, appena contenuto da profonde respirazioni che aveva appreso in alcune discipline ayurvediche, o almeno in libri che trattavano di tali discipline, poiché non aveva mai effettivamente messo in pratica nessuna di queste se non da autodidatta. 
La gelosia che aveva provato la sera prima, inoltre, non era per lui di particolare aiuto, quella mattina. Durante una telefonata ricevuta da Stefania, aveva notato nei toni della donna qualche risatina di troppo, suscitata da quello che doveva essere il suo interlocutore, il cugino, stando a quanto riportato da Stefania. Il cugino, certo. Non poteva che essere il cugino.
Marco non si aspettava quella telefonata, soprattutto alle ventidue di sera. Eppure, la telefonata era arrivata. Di quindici minuti. Si era chiesto quale diabolico motivo doveva esserci alla base di una telefonata così infinita. Ma il pensiero fuorviante non era destinato a durare a lungo. Nonostante le preoccupazioni, aveva collezionato in breve tempo brevetti su brevetti. Di certo non lo fermava un po' di ansia.
A bordo piscina, una giovane donna dalla costituzione robusta gli andò in contro; la ragazza aveva un aria familiare. Il suo volto era segnato da un'acne giovanile mai del tutto sparita. Le rivolse un saluto cordiale: "Buongiorno Cristina, dimmi." 
"Buongiorno Marco. So che stai aspettando Taher per il training. Dovrebbe arrivare a momenti. Solitamente a quest'ora è già operativo: avrà avuto un'imprevisto. Se così fosse ti avverto. Stefania non ti ha accompagnato, questa mattina?" 
"Stamattina non era in forma. Sai, cose da donne..."
La ragazza abbozzò un sorriso affabile: "Ah, che sfiga! Proprio nel bel mezzo del vostro soggiorno qui a Tiran...Oh, ecco che arriva Taher!" Cristina salutò in inglese l'uomo che stava facendo il suo ingresso a bordo piscina, poi si congedò, salutando Marco e augurandogli un buon "training". 
Marco cominciò a sudare freddo, ma presto mise sotto controllo quella sgradevole sensazione. Ripeteva tra se e se che non era l'ansia a fermarlo.
Taher, l'istruttore che stava attendendo con tanto trasporto, era un uomo molto alto e longilineo. Dall'aspetto quasi dolce. 


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